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Perché ho scelto Emacs

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La mia storia con l’informatica è iniziata con Linux ed Emacs, tanti anni fa, sui banchi di studio. Poi il lavoro mi ha portato altrove: macOS, software proprietari, strumenti grafici professionali. Per anni Emacs è rimasto un ricordo lontano, una competenza accantonata. Di recente ho deciso di recuperarla, non per nostalgia, ma perché mi sono accorto che quello strumento aveva ancora qualcosa da offrirmi che gli strumenti moderni non hanno: la possibilità di costruire, pezzo per pezzo, un ambiente di lavoro che risponde esattamente alle mie esigenze.

Cos’è Emacs, in breve

Emacs non è semplicemente un editor di testo. È un ambiente programmabile: ogni sua funzione può essere estesa, modificata, ricombinata con poche righe di codice Elisp (il linguaggio di scripting integrato). Questo significa che, partendo da una base essenziale, ho potuto trasformarlo in qualcosa di molto più ampio: un sistema personale per organizzare agenda, note, alimentazione, attività fisica e conoscenza.

I progetti che ho costruito

Org-mode e agenda. Il cuore di tutto. Gestisco TODO, scadenze, priorità e un’agenda settimanale direttamente da file di testo semplice, senza dipendere da app esterne o servizi cloud.

Diario alimentare. Un sistema per tracciare i pasti e i carboidrati assunti ogni giorno, con riepiloghi automatici settimanali. Niente app con pubblicità o abbonamenti: solo testo strutturato e qualche funzione su misura.

Attività fisica. Allenamenti, camminate, sessioni di pesi: tutto registrato nello stesso ecosistema di file, con tabelle riepilogative generate al volo.

Zettelkasten. Un archivio di note collegate tra loro, pensato per far emergere connessioni tra argomenti diversi — informatica, pallavolo, alimentazione — invece di tenerli separati in compartimenti stagni.

Org-clock. Per misurare il tempo dedicato alle attività, con timer che si avviano e fermano con un singolo tasto.

Email con mu4e. Anche la posta elettronica è rientrata in questo ambiente, gestita da tastiera, senza distrazioni visive.

A questi si aggiungono gli esperimenti con Python e LaTeX, ancora in corso.

Cosa troverete nei prossimi articoli

Ogni progetto elencato qui merita un approfondimento a parte. Nei prossimi articoli entrerò nel dettaglio di ciascuno: come è strutturato, quali comandi uso, quali difficoltà ho incontrato e come le ho risolte. L’obiettivo non è convincere nessuno a passare a Emacs, ma raccontare un percorso di recupero di competenze e di costruzione paziente di uno strumento davvero personale.

Il Giardiniere

Commenti

Una risposta a “Perché ho scelto Emacs”

  1. Avatar Un commentatore di WordPress

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