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Una pedagogia non lineare

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Chow, J.Y., Davids, K., Button, C., Shuttleworth, R., Renshaw, I., Araújo, D. (2007), Review of Educational Research

Questo articolo costruisce il ponte tra la teoria dei sistemi dinamici e l’insegnamento pratico in educazione fisica. La tesi centrale: l’allievo va concepito come un sistema non lineare complesso, non come un ricevitore passivo di istruzioni sequenziali. Da qui nasce la Pedagogia Non Lineare — un approccio all’insegnamento che usa la manipolazione dei vincoli, non la trasmissione diretta di tecnica, come strumento didattico principale.

Gli autori sostengono con rigore accademico (l’articolo è tra le più autorevoli al mondo in scienze dell’educazione, non solo sportive) che questo modello spiega meglio perché certi metodi di insegnamento dei giochi funzionino più di altri.

Il riflesso pratico. Insegnare non è costruire una scala di passaggi dal semplice al complesso: è progettare situazioni in cui l’allievo esplora, sbaglia, e trova le proprie soluzioni — spesso diverse da allievo ad allievo, e proprio per questo più solide.

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