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Decidere senza pensare

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Araújo, D., Davids, K., Hristovski, R. (2006), Psychology of Sport and Exercise

Fino a quel momento, la scienza della decisione nello sport aveva preso in prestito i modelli dell’economia comportamentale: l’atleta come agente razionale che pesa opzioni e sceglie la migliore. Questo articolo propone un’alternativa: la decisione non è un calcolo che precede l’azione, ma una proprietà che emerge dal rapporto continuo tra l’atleta e le opportunità d’azione che l’ambiente gli offre in ogni istante.

Gli autori mostrano, con dati sperimentali preliminari, come i cambiamenti nei vincoli della prestazione spostino l’atleta verso punti di svolta in cui una scelta diventa più probabile di un’altra — non perché “decisa” a tavolino, ma perché resa disponibile dal contesto.

Il riflesso pratico. “Leggere il gioco” non è un esercizio mentale separato dall’azione: è percezione diretta di possibilità. Allenare la decisione isolandola dal contesto percettivo reale (per esempio con esercizi puramente cognitivi, video-based, senza il corpo in azione) rischia di allenare qualcosa che in gara non esiste

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